Importante messaggio su cui riflettere e meditare

Importante messaggio su cui riflettere e meditare

Pietro il Galileo, in fondo ad una prigione, sentiva che il martirio si avvicinava. Per questa ragione scrisse una nuova lettera circolare, quella che noi chiamiamo la seconda lettera di Pietro. E’ il messaggio di un uomo che doveva ben presto affrontare la morte e di conseguenza incontrare il suo Signore nella gloria. Le parole di un morente hanno sempre un peso particolare. Mi ricordo le bestemmie di un uomo che mi è morto al fianco, mentre mi trovavo in ospedale qualche anno fa. Che triste maniera di partire per l’eternità.

Non so quando il mio Signore e Giudice mi chiamerà a comparire davanti a Lui. Cerco di vivere e di agire come se questo dovesse accadere ben presto e, nello stesso tempo, guardando a tutto quello che devo ancora fare per Lui, mi sembra di avere ancora bisogno di molti anni da vivere utilmente. Vi voglio scrivere apertamente, con tutto il cuore. Se desiderate conoscere i miei pensieri fino in fondo non dovete far altro che leggere la seconda lettera di Pietro come se venisse dalla mia bocca.

 

 

UN MESSAGGIO DAL CUORE

Non dalla mia bocca, ma dal mio cuore. Vorrei farvi capire la necessità di prendere sul serio gli avvertimenti che Dio rivolge oggi al suo popolo. Penso che ci attendono dei tempi difficili: non so quando, ma so che verranno e so pure con certezza che la maggioranza dei credenti non è pronta.

Il nostro Signore ci dice: “Badate a voi stessi, che talora i vostri cuori non siano aggravati da crapula, da ubriachezza e dalle ansiose sollecitudini di questa vita (abbondanza e preoccupazioni allo stesso tempo), e che quel giorno non vi venga addosso all’improvviso come un laccio; perché verrà sopra tutti quelli che abitano sulla faccia di tutta la terra… Vegliate dunque, pregando in ogni tempo, affinché siate in grado (oppure, secondo alcuni manoscritti, affinché siate degni) di scampare a tutte queste cose che stanno per accadere e di comparire dinanzi al Figliuol dell’uomo “(Luca 21:34-36). Paolo, Pietro e Giovanni dicono tutti la stessa cosa.

Senza saperlo, noi siamo imbevuti dello spirito del secolo. Il pensiero evoluzionista, marxista, esistenzialista ci prende. Il materialismo, l’idolatria della materia, ci attornia, ci invade, ci satura. L’impurità ci attacca frontalmente. Sodoma, Tiro, Babilonia sono ancora qui davanti ai nostri occhi, sulla strada che percorriamo, che noi lo vogliamo o no.

La chiesa di Gesù Cristo subisce colpi e contraccolpi; la nostra fede viene attaccata insidiosamente, la teologia stessa la corrode e la distrugge. Per alcuni Dio è morto, per altri dorme, per noi forse è vivente… ma lontano come le nebulose, una magnifica teoria e nello stesso tempo un vuoto spaventoso nella nostra vita intima. I nostri figli crescono in un preciso ingranaggio. Il mondo vuole marcarli con il segno della bestia. Satana lavora senza posa, notte e giorno con un’astuzia e un’audacia quasi incredibili, per la distruzione della forza interiore della chiesa; egli si sforza di infiacchirla, indebolirla, accecarla impercettibilmente fino a quando la considererà sufficientemente inerte per colpirla con la persecuzione più terribile della storia del mondo. Cosa succederà allora alle nostre anime? Cosa resterà della nostra opera? Dove saranno i nostri figli? In che modo le chiese, che abbiamo fondato, educato e frequentato, affronteranno quel giorno?

 

QUATTRO COSE IMPORTANTI

Ascolta il messaggio che ho per te da parte del Signore:

La tua Bibbia, è oggi che tu devi conoscerla ed impadronirtene. Continua, costi quel che costi, la lettura e lo studio sistematico di questo supremo tesoro, il tesoro della tua anima. Prima che vengano i giorni malvagi! Satana non aspetta altro che il momento più adatto per far scomparire tutte le Bibbie dal mondo. Sa che la Bibbia potrebbe rivoluzionare il mondo, anche oggi, in maniera ancora più radicale di quanto non lo abbiano fatto “il Manifesto” e “il Capitale” di Marx.

La preghiera, è un dono, una grazia suprema che Dio da a quelli che lo amano. Impossibile fabbricarla. La comunione intima con Dio vale più di tutte le ricchezze e di qualsiasi successo, persino del successo spirituale. “Custodisci il tuo cuore più di ogni altra cosa, poiché da esso procedono le sorgenti della vita” (Proverbi 4:23). Pregate, dice Gesù, in ogni tempo. Satana desidera ardentemente di interporsi tra la vostra anima e Dio. La facoltà della preghiera, una volta perduta, è infinitamente difficile da ritrovare.

La comunione fraterna è la sola cosa che può convincere il mondo dell’autenticità di Gesù Cristo. E’ per questo che Satana si dà un daffare incredibile per demolirla, per rendere la chiesa un qualcosa senza significato, per incoraggiare le deviazioni, le aberrazioni, le divisioni, le controversie, per mantenere i cristiani in uno stato di incoscienza, senza visione e senza potenza… Perché siamo incapaci di assumersi le responsabilità del Regno di Cristo al suo ritorno.

La testimonianza è la luce della tua vita, è la fiamma che sgorga dalla tua fede. “Poiché dall’abbondanza del cuore, la bocca parla” (Matteo 12:34).

Cristo è morto per ogni essere umano: lo Spirito di Dio ha un solo desiderio in questo mondo, quello di far conoscere Cristo a ciascuno, fino all’estremità della terra e fino all’ultima casa d’Italia. L’evangelizzazione del mondo ha la priorità nel programma di Dio, perché quando sarà realizzata verrà la fine (Matteo24:14). La ragione d’essere della chiesa è, in questo momento, trasmettere il Nuovo Testamento alle Nazioni e farlo leggere, perché esse conoscano il vero Cristo. Purtroppo le sette perniciose ci superano.

Fratelli e sorelle dove vi trovate voi?

– La televisione ti avvicina a Dio o no?

– La tua visione della chiesa è quella di Matteo 18 oppure un compromesso?

– Serbi la Parola di Dio nel tuo cuore per non peccare contro di Lui (Salmo 119:11)?

– La preghiera è per te la rivelazione del volto di Dio?

Prega per me, perché io possa pregare meglio per te.

Vi saluto con l’amore che Cristo ha messo nel mio cuore per voi. Vostro fratello.

 

Ralph Shallis        

(da “il Cristiano” 1978)

 

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