PROFEZIA MESSIANICA – adempimento e verità

PROFEZIA MESSIANICA – adempimento e verità

Introduzione al libro di Roger Liebi, edito da CLC

Per potersi occupare nei particolari della profezia messianica devono essere esposte da prima alcune considerazioni sulla formazione dell’Antico Testamento e sulla sua trasmissione fino a noi.

L’Antico Testamento fu scritto in uno spazio di tempo oltrepassante i 1100 anni; cioè dal tempo di Mosè, 1500 a.C. circa fino al tempo del profeta Malachia 420 a.C.

Leggendo l’Antico Testamento suscitano profonda impressione il desiderio è l’attesa ardenti di un futuro Salvatore, l’Unto, il Messia, il Re consacrato dall’unzione sacra che doveva eliminare i problemi di fondo dell’umanità e stabilire una giustizia eterna. Questo Messia promesso viene descritto fin nei minimi particolari degli scritti dell’Antico Testamento. Però meraviglia trovare in molti libri dell’Antico Testamento dichiarazioni concernenti un “Messia sofferente” che doveva essere odiato, respinto e ucciso in modo crudele dal suo stesso popolo, mentre egli soffrirebbe per i peccati di molti.

D’altra parte, l’Antico Testamento parla di un “Messia trionfante” che, alla sua venuta, deve instaurare un glorioso regno di pace per il mondo intero. L’apparente paradosso è di facile soluzione, se si pensa che queste due descrizioni differenti illustrano due apparizioni del medesimo Messia ma concernono eventi distinti per tempi diversi.

Le profezie del “Messia trionfante” concernono ancora l’avvenire mentre quelle del “Messia sofferente” hanno avuto già, nel passato, il loro pieno adempimento.

Si tratta, al riguardo, di più di 330 profezie assai esatte ed estremamente differenziate. Nelle prossime pagine verrà dimostrato irrefutabilmente e su basi storiche, che tali profezie si sono adempiute letteralmente in Gesù di Nazareth, personaggio storico. Ma prima deve essere esposto come risulti davvero impossibile che queste profezie siano falsificazioni inserite in epoca posteriore.

Negli anni 1947 e seguenti, furono scoperti, in numerose grotte di Qumran, sul Mar Morto, manoscritti biblici che hanno sollevato indicibile meraviglia in tutto il mondo. Questi manoscritti, che in parte risalgono ad anni precedenti l’era cristiana, contengono tutti i libri dell’Antico Testamento ad eccezione del libro di Ester.

Poiché è una gran parte delle profezie messianiche si trova nel libro del veggente Isaia, la scoperta di un rotolo completo di questo profeta assunse la massima importanza. Il testo è scritto su pergamena di pelle di capra, in ebraico non vocalizzato. Il rotolo, composto di 15 pezzi di pelle cuciti insieme è lungo 7,34 metri ed è largo 26 cm. Il suo straordinario grado di conservazione è davvero sensazionale.

Il professor André Lamorte scrive a proposito dell’età di questo testo: “Il rotolo completo di Isaia è considerato oggi, e definitivamente, copiato prima dell’era cristiana. I pareri degli esperti in materia di datazione variano generalmente fra l’inizio del I secolo e la fine del II secolo a.C.”

Poiché tutte le profezie messianiche del libro di Isaia si trovano in questo rotolo, è assolutamente impossibile dubitare della loro genuinità.

Ora questo rotolo si trova in possesso del giovane Stato d’Israele. Esso fu pure fotografato in grandezza naturale e pubblicato per intero. Perciò, in tale forma è ora accessibile ad ogni interessato, nel libro “Scrolls from Qumran Cave I”.

La genuinità delle profezie messianiche negli altri libri dell’Antico Testamento può essere altresì dimostrata con i manoscritti del Mar Morto. Frank Moore Cross scrive nel suo libro “L’antica biblioteca di Qumran e la scienza biblica”, che il ritrovamento dei manoscritti di Qumran rende impossibile ritenere un qualsiasi libro dei profeti anteriori o dei posteriori (per tacere del tutto del Pentateuco) scritto più tardi del primi anni del secondo secolo a.C.

Dei profeti anteriori fanno parte i libri di Giosuè, Giudici, 1 e 2 Samuele, 1 e 2 Re. Dei profeti posteriori i libri di Isaia, Geremia, Ezechiele, Osea, Gioele, Amos, Abdia, Giona, Michea, Naum, Abacuc, Aggeo, Zaccaria e Malachia. Il Pentateuco comprende i cinque libri di Mosè. Con ciò appare in modo lampante che nessun passo di questi libri può essere ancora messo in dubbio.

Poiché in seguito verranno richiamate anche molte profezie messianiche contenute nei Salmi, deve essere attirata l’attenzione segnatamente sul ritrovamento del manoscritto di un salterio risalente al II secolo a.C.

Dal libro del profeta Daniele sono venuti alla luce numerosi frammenti. Per mezzo della paleografia, un manoscritto della grotta IV è stato datato alla fine del II secolo a.C.

 

Oltre a questi ritrovamenti di manoscritti, vi è ancora un’altra prova della genuinità delle profezie messianiche: l’esistenza della traduzione alessandrina dell’Antico Testamento verso 285 a.C., il re egizio Tolomeo Filadelfio ordinò una versione integrale dell’Antico Testamento in greco. Secondo la tradizione hanno lavorato a questa trasposizione 72 studiosi ebrei per cui essa porta anche il nome di Septuaginta (LXX) o di Settanta. L’ebreo Aristobulo scrisse ai primi del II secolo a.C. che la traslazione della legge in greco fu completata regnando Tolomeo Filadelfio. L’espressione “legge” indica i cinque libri di Mosè, ma può anche servire ad indicare tutto l’Antico Testamento. Secondo la testimonianza di Aristobulo è possibile che questa versione dell’Antico Testamento fosse disponibile già alla fine del III secolo a.C. Ad ogni modo è sicuro che fosse stata terminata già prima del 130 a.C. dato che, dal prologo del libro apocrifo detto Siracide o Ecclesiastico, compilato in detta epoca, risulta chiaramente che allora la versione dei Settanta era terminata in ogni sua parte. Vi si legge infatti: “Le cose dette in ebraico non hanno la medesima forza quando sono tradotte in altra lingua e non solamente quest’opera, ma anche la stessa legge, i profeti e il resto dei libri conservano un vantaggio non trascurabile nel testo originale”. L’espressione “la legge, i profeti e il resto dei libri” viene usata quando si vuole far risaltare specialmente che si intende tutto l’Antico Testamento. Ancora oggi si dispone della versione alessandrina. Ora, se l’intero Antico Testamento è stato già tradotto dall’ebraico in greco almeno nel II secolo a.C., come sarebbero potute essere state falsificate in esso le profezie messianiche?

 

Per poter affermare l’adempimento delle profezie messianiche, è a disposizione un notevole numero di fonti storiche. Grande importanza deve essere attribuita allo storico ebraico Giuseppe Flavio (dal 37 al 100 d.C.) poiché nelle sue opere “De bello Judaico” e “Antiquitates Judaicae” scrive molto della storia ebraica dal 175 a.C. al 70 d.C. Anche le fonti e le testimonianze di Tacito (55 circa al 118 d.C.), Tallo (verso il 52 d.C.), Tertulliano (II secolo d.C.), Cassio Dione (II-III secolo d.C.), Giulio Africano (III secolo d.C.) e del Talmud ebraico devono essere tenute di conto. La più grande importanza deve però essere attribuita senza alcun dubbio agli scritti del Nuovo Testamento. Secondo Kurt Aland, dirigente dell’Istituto tedesco occidentale per lo studio del testo del Nuovo Testamento, con sede a Münster, il Nuovo Testamento è stato trasmesso con quasi 5300 manoscritti greci. A questi vanno aggiunti poi circa 9000 manoscritti delle vecchie traduzioni e decine di migliaia di citazioni della Bibbia fatte dei cosiddetti Padri della Chiesa. Questi testi garantiscono la trasmissione fedelissima del Nuovo Testamento. La differenza temporale tra la prima stesura originale e i più antichi manoscritti tramandati comporta solo 35-250 anni (per i classici greci e latini questa differenza comporta, di regola, 900-1300 anni e tuttavia a nessuno verrebbe in mente di mettere in dubbio, per tal motivo, la loro fidatezza, sebbene essi poggino su una base testuale enormemente più esile).

Dei quattro i Vangeli tre furono scritti ancor prima della distruzione di Gerusalemme (70 d.C.): si tratta di Matteo, Marco e Luca. Dopo la loro compilazione, questi Vangeli hanno avuto una diffusione rapida e forte. Se alcuni fatti illustrati in detti Vangeli non fossero stati consoni alle realtà storiche, la contraddizione sarebbe stata immediatamente sfruttata da parte ebraica contro il cristianesimo sorgente. Ma poiché i fatti storici riportati nei Vangeli non erano in alcun modo contestabili, la lotta contro i cristiani consisté anzitutto nella persecuzione fisica. Del resto è impensabile che gli uomini alla guida del giudaismo contemporaneo, come Nicodemo, un membro del Sinedrio, Saulo da Tarso, o Apollo, dottore della legge nato in Alessandria, si facessero cristiani, se questi ultimi avessero allora cercato di sostenere la loro fede con fatti erronei, assurdi, menzogneri e pseudostorici!

Gli scritti del Nuovo Testamento, che furono tutti compilati fra il 32 e il 96 d.C. circa, sono quindi di grandissima attendibilità.

Contro la profezia messianica viene spesso opposto l’argomento che il suo adempimento sarebbe dovuto solo al caso. Ricorrendo al calcolo delle probabilità questa opinione può essere facilmente controbattuta. Se per l’adempimento di una profezia si assume la probabilità di 1:2 (in realtà, però, essa è minore di molto), ne risulta per l’adempimento di 50 profezie una probabilità di 1:1125000000000000000, cioè esattamente una possibilità su 2a casi (due elevato ad a). Ma poiché per le predizioni messianiche si tratta dell’adempimento di più di 330 profezie, ne risulterebbe per tante previsioni la probabilità di 1:2,187 x 1099! La grandezza di questa cifra non è più rappresentabile; ma se si pensa che l’intero universo conosciuto, con un raggio che è stato valutato a 5 miliardi di anni luce, dovrebbe contenere “solo” 1080 elettroni, si ha almeno una possibilità di paragone molto interessante. Da questo si vede che per le profezie messianiche non si può parlare di adempimento dovuto al caso.

Per concludere devono essere dette ancora alcune cose fondamentali sulla natura delle profezie messianiche, cose di cui bisogna tener conto:

  1. Le profezie messianiche non si trovano solo nei profeti ma anche nella legge di Mosè e negli altri scritti dell’Antico Testamento.
  2. Si deve fare una differenza fra le profezie in cui
    1. Dio parla del suo Messia
    2. Uomini parlano del Messia
    3. Parla il Messia stesso
  3. Molte profezie dell’Antico Testamento sono scritte non solo col tempo futuro ma anche usato il perfetto o il passato remoto per accentuare così la sicurezza dell’adempimento di tali profezie. Si tratta esattamente del cosiddetto “perfetto profetico”. Questa espressione è un Terminus technicus particolare alla grammatica ebraica
  4. Il “Messia sofferente” e il “Messia trionfante” possono essere trovati in un solo e medesimo passo dell’Antico Testamento
  5. L’autore della profezia messianica è JAHWE: il Dio della Bibbia. Il suo nome significa “Colui che è eterno” o “colui che non muta”. Si tratta quindi sempre della designazione dell’Essere per eccellenza e in senso assoluto. Egli non è sottoposto ai mutamenti di passato, presente e futuro, perciò poté, con la sua prescienza delle cose future, far conoscere l’avvenire ai suoi profeti in modo infallibile. La libera volontà e la libertà di decisione dell’uomo, e la sua correlativa responsabilità, non vengono escluse a causa della profezia messianica, giacché JAHWE non le ha predestinate, ma esclusivamente preconosciute. Perciò la Bibbia parla della “prognosi” di Dio (vedasi I Pietro 1:2 e anche Romani 8:29), cioè della prescienza, della preconoscenza di Dio.
  6. Il Nuovo Testamento mostra che tramite la profezia messianica può essere “dimostrato”, nel vero senso della parola, che Gesù di Nazareth è il Messia preannunciato. Negli Atti degli Apostoli 9:22 è detto di Paolo e in Atti degli Apostoli 18:28 di Apollo, che essi hanno applicato nei confronti degli ebrei questo tipo di dimostrazione della fede cristiana. Nel primo caso viene usata nel testo originario la parola “symbibazo” e nel secondo la parola “deiknymi”. “Symbibazo” indica una dimostrazione tramite conclusioni logiche tratte da una quantità di materiale apportato a prova. “Deyknymi” designa una prova fatta con una esposizione evidente e chiara dei motivi di dimostrazione.

Non potrà mai essere accentuato abbastanza che nessuna religione diversa dal cristianesimo biblico conosce un tal genere di dimostrazione probante!

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Profezia messianica – adempimento e verità Roger Liebi edito da CLC

 

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